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Abisso dei poeti





PER TUTTI I LETTORI E I VIANDANTI DI QUESTO BLOG FACCIO PRESENTE CHE PER RICHIEDERE COLLABORAZIONI, PER QUALSIASI INFO, PER CONFRONTI E SCAMBI DI OPINIONI, PER CONSIGLI, PER LETTURE DI PROPRI LAVORI CON ANNESSE VALUTAZIONI PERSONALI E QUINDI OPINABILI O SOLO PER UNA SEMPLICE CRITICA COSTRUTTIVA AL BLOG SONO REPERIBILE AL SEGUENTE INDIRIZZO E-MAIL:

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Scrittrice priva d'attestato. Deficitaria del manuale d'uso, della cassetta degli attrezzi propria della cornice poetica, svincolata dalla conoscenza perfezionista di metrica e di storia della letteratura, dell'armonia e della tecnica, amante delle licenze poetiche per sfuggire al formalismo della regola, nasce come traduttrice dei vortici patologici del proprio essere. Usa la parola come valvola di sfogo, come ansiolitico, come pulsante di spegnimento dei propri intenti autodistruttivi, come cura momentanea di un egocentrismo incontrollato, di un disincanto spietato e di una perversa ricerca di certezze. Dalle sue creazioni emerge, spesso, un condensato di malinconia, tristezza, ipocondria, lamentele, un tramonto dell'essere e una scatola di addii eterni,nella loro finta compostezza. Effettua, attraverso l'inchiostro, una minuziosa decostruzione della realtà, tracciando un'apologia del senso contrario e dell'opposizione a cui, forse rigidamente, si ricollega un morboso attaccamento alla morte e alla fine. Fedele riproduzione di enigmi interni all'essere, riflessi di un sensismo spinto all'estremo, la sua poesia diviene parte integrante di una vita soggiogata dal motto: “Conosci te stesso”. I suoi versi sono fortemente pregni di etica e impressi in un rischiaramento dell'anima che, nel fotografare un istante, ricorda la caducità dell'esistenza. Artefice dell'improvvisazione, erede del Decadentismo e sposa dell'Ermetismo, dal cui movimento riprende la complessità delle analogie e l'esistenza di un pluralismo di significato spesso insondabile, si nutre di metafore.  Predica l'empatia, grazie alla quale l'esperienza individuale è sondata e diventa oggetto di possesso altrui. Seguace dell'Arte per l'Arte, privilegia il carattere evocativo della parola. Spesso indifferente alla forma, è anarchica nel proiettare, in parole, l'oggetto dei suoi pensieri. Armata di versi liberi, attraverso un istintivo gioco di allusioni e di un raffinato linguaggio pluridisciplinare, mira a sobillare l'ordine esistente, sottolineandone il carattere regressivo e costruendo, spesso, utopie e mondi immaginari. La sua poesia è una poesia dell'interiorità, dell'essenza, dei sentimenti, plasmata in un tono provocatorio, asociale, nichilista, autodistruttivo, anticonformista, polemico, intrinsecamente rivoluzionario, politicamente scorretto. Complice di un maledettismo, a volte forzato, elogia il lato oscuro dell'essere, il trionfo dei sentimenti puramente umani, spesi in un quotidiano che altro non è che un frammento di tempo. Nelle sue composizioni emerge sempre, in modo più o meno esplicito e diretto, l'instabilità, la transitorietà del reale, in opposizione all' eternità e all'infinità dell'ideale. Esponente dell'Idealismo e del Neoplatonismo, privilegia l'idea e rigetta il materialismo; concepisce ogni aspetto della realtà come una riproduzione malfatta di forme supreme della spiritualità. Registra il guizzo di un evento attraverso un'indifferenza per il gusto e l'estetica e valorizza la cultura di strada, la vita degli Ultimi, dell'Apolide, dell'Escluso. Grazie all'ispirazione temporanea e ad una folgorazione derivante da stimoli, contemporaneamente interni ed esterni, emblema di stati d'essere illuminati, ai riflessi inconsci viene data una forma. Il pubblico ne ha fatto un ritratto che fonde, in un mix esplosivo, Majakovskij e Baudelaire, seppur il suo stile non sia incasellabile in nessun movimento artistico del passato. Si pone, infatti, come rottura rispetto ad un passato glorioso e come nuovo testamento per i posteri, dai quali pretende, in modo ossessivo, il ricordo. Contraria ad ogni forma di compromesso, di marketing o vendita per guadagno, e all'arte come subordinazione alle leggi di mercato, incoraggia la contemplazione e l'esternazione, attraverso la parola, di proprie emergenze interiori, caratterizzate da pulsioni incontrastabili.  Contraria alla scrittura su commissione, si pone, seppur con difficoltà, fuori dalla logica del mercato, proponendo, tuttora, una poesia d'élite. Scardina il linguaggio abituale, lottando contro il senso comune e mirando a portare il lettore in profondità e a costruire un momento di riflessione produttivo, in vista di un mutamento. Più che poetessa, è una traduttrice di alterità, distopie, eterotopie, frutto di nevrosi originali e di oniriche rappresentazioni del mondo.  Esponente di uno dei mestieri più ambigui, riesce a mantenere un instabile equilibrio tra desiderio di fama e culto di un'aristocrazia dell'anonimato, con una perfetta dedizione ad un talento autodeclamato che teme l'oblio. Contraddittoria rispetto al ruolo del lettore da cui vorrebbe attenzione e costanza, persegue, ancora, una poesia che, anche se non desidera essere popolare, pretende di ricevere consenso. Scrittrice che mal si adatta a questa etichetta, ormai obsoleta e di uso di massa, opta per uno stile ripiegabile, elastico, viscerale, in un susseguirsi, spesso deforme, di dissonanze e temi scottanti, di amori appassiti e di nuove idiosincrasie, i cui protagonisti sono sempre posti al confine tra realtà e immaginazione.

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Chi sono?! E' una domanda che ritorna molto spesso in questa mia vita,dai contorni incerti; rimbomba costantemente tra i miei pensieri! Scrittrice improvvisata da quando ho scoperto la scrittura come terapia,chitarrista mancata,laureanda in sociologia,aspirante ricercatrice,amante di ogni forma d'arte che nutra il proprio egocentrismo,faccio della particolarità e della non-banalità una filosofia di vita. Vicentina di origine,reggiana d'importazione,ho già trovato la mia città e,dopo la cittadinanza onoraria,aspetto solo di poter trasferirmi là. Oscura e imprevedibile,notturna e sfuggente,amo tutto ciò che è legato al gotico e al dark e il mio habitat naturale nasce tra il buio e la nebbia. Paranoica fino all'impossibile, ossessionata dalla paura di perdere le persone che amo,spaventata dall'idea di passare senza far rumore,cerco sempre certezze e di lasciare il segno. Ipocondriaca e lunatica,riflessiva e testarda,mi basta un nulla per voler scomparire e così,molto spesso,mi ritrovo,circondata dal silenzio,a rifugiarmi tra i miei tanti giri di pensieri. Attenta ai segni del destino,dò molta importanza ai sogni e a tutte le prove che la vita mi offre. Amante di tutto ciò che ha a che fare con la fine e la morte,tuttavia non mi stanco mai di questo viaggio che scalfisce questa mia pelle. Appassionata di tatuaggi e di tutto ciò che ha a che fare con ciò che resta indelebile,vivo spesso ancorata al passato,dimenticando che la vita scorre e che il presente è un istante già passato. Trasgressiva per combattere i pregiudizi,nata senza confini,ribelle sotto la pelle,odio le barriere e le frontiere. Vittima spesso di me stessa,pretendo molto da me e dagli altri: sono sempre piena di aspettative: dò anima e corpo,ma,spesso,sconfitta dalle delusioni,mi ritrovo a dover togliere tutto. Oscura e imprevedibile, rappresentata dal nero,poetessa decadente,prolissa nell'usar le parole,lascio spesso che sia la musica a diventare espressione di me stessa; amo i film horror e tutto ciò che ha a che fare con il paranormale. Trascendente e spirituale,filosofa quando si tratta di esprimere concetti slegati dal materialismo, cerco sempre di far luce sul mio karma e di condurre un viaggio interiore che mi porti alla salvezza.



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LA MIA PROIEZIONE IN PAROLA: Sono l'utopia anarchica. Sono l'eutanasia dello stato. Sono l'oscurità. Sono l'esoterismo. Sono la prolunga delle tue mani. Sono la guerriera di turno. Sono il teschio di Giovanna d'Arco. Sono il maestro. Sono la reincarnazione. Sono l'emozione gastrica. Sono il fiato della resistenza. Sono la macchia nera. Sono il puro pensiero. Sono il tatuaggio indelebile. Sono il viandante che ha perso la strada. Sono l'amante divorato. Sono il profeta. Sono il nuovo incontro. Sono la riflessione infinita. Sono la tua voce penetrante. Sono il ricordo che bussa alla porta. Sono l'identità senza presente-passato-futuro. Sono il mare d'inverno. Sono il trapasso costante. Sono il mutamento. Sono il tramonto. Sono la mia tomba e la mia fossa. Sono la luce. Sono la strada verso il cielo. Sono il mio kharma. Sono l'emo che si mescola al dark, l'heavy metal che si fonde con il rock'n'roll, il gotico che si unisce al decadentismo. Sono il mio dio. Sono il tempo che passa. Sono il misticismo della salvezza. Sono l'antifascismo militante. Sono la particolarità. Sono la regina di cuori. Sono l'amore tossico. Sono la malattia e la cura. Sono la proiezione del mio io. Sono ciò che rimane di una groupie. Sono la contraddizione caotica. Sono l'eternità. Sono l'assolo della sua Fender. Sono la chitarra scordata. Sono il giro di basso. Sono la rullata di batteria. Sono la costante poesia. Sono l'instabilità che genera pulsione. Sono l'oltre dei confini,dei limiti e delle frontiere. Sono l'istinto che annega la razionalità. Sono la fredda solitudine dell'individualismo. Sono l'inverno gelido. Sono la trasgressione invitante. Sono la resurrezione. Sono il sorriso più bello del mondo, ma celato. Sono l'analisi empirica della società. Sono la purezza incontaminata. Sono la perfezione rinata. Sono l'egocentrismo sano. Sono l'universalismo filosofico. Sono il romanticismo ancestrale. Sono lo spirituale che s'incarna al materiale. Sono il vampiro che succhia il tuo sangue. Sono la terra inesplorata. Sono la forza interiore. Sono l'angelo senza ali. Sono la notte che si fa cupa. Sono il mio libro mai scritto..

ODIO : i pregiudizi, i tradimenti, l'insensibilità, l'ipocrisia, l'autorità, la legge sbagliata, i tiranni, il potere, l'ordine, il controllo, i ritardi, le ingiustizie, l'oppressione, il fascismo, le apparenze, la moda, i marchi, l'accento veneto, il trucco, apparire in foto, le forze dell'ordine, i soldati, i privilegi, le divise, il conformismo, le costrizioni, lo stato, la burocrazia, la corruzione, l'eccessiva materialità, l'ignoranza, la politica di oggi, la vendetta meditata, il tempo che sfugge di mano, la falsità, l'apparenza, la superficialità, il ricordo che subentra al presente, l'ansia, gli attacchi di panico, i disturbi psicosomatici, il business, il mercato, lo specchio, il tg, i sogni uccisi, le promesse non mantenute, i gesti inutili, l'eccessiva razionalità, l'oggettività, il calcolo meditato, le delusioni, le aspettative che crollano, le illusioni svelate, le mezze verità, il sole che acceca..

AMO : L'amore tossico, l'emozione pulsante, i battiti ultrasonori del cuore, il sangue che scorre, l'impulso trasgressivo, l'istinto senza limiti, la spontaneità, la mia particolarità, i confini rimossi, gli occhi che si incontrano in un unico mondo, le dediche, il giro dei pensieri, le riflessioni infinite, la filosofia trascendentale, lo spirituale, la sociologia, me stessa, il mio alter ego, me stessa riflessa su un bicchiere, il lato oscuro delle cose, il lato particolare e contorto del mondo, il bianco e il nero, il rock'n'roll, l'heavy metal, l'horror, il dark, il gotico, il mare d'inverno, il cielo cupo, il tramonto, la notte, le luci delle auto nelle strade deserte, i vampiri, i teschi, la morte come rinascita, i tatuaggi, le mie "converse", l'Emilia Romagna, lo scrivere come terapia, le pagine del mio libro mai scritto, l'esser di passaggio...

LA MIA PROIEZIONE IN MUSICA: Luciano Ligabue, Rio, Yu Guerra, The Gang, Andrea Sigona, Rats, Muddy Fly, Iron Maiden e ogni sfumatura di rock'n'roll e di heavy metal.

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IL MIO SGUARDO SI POSA SU: musica, concerti, scrittura, sociologia, riflessività, filosofia, spiritualismo, religione, arte, tatuaggi, anarchia, utopia, antifascismo, internet, Emilia Romagna, impegno politico-sociale di contro-informazione, ricerca del proprio io.


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“QUESTA E’ LA TERRA” (RIO)

A volte esco di casa, la strada diventa mia , cominciano quei sogni che mi portano via.. così seguo l'asfalto, la notte quando è blu, passo i tanti semafori arancio e non mi fermo più. Questa è la terra, cento mille domande, a volte è dura e a volte, a volte, è davvero bella. Solo nella macchina, la strada qualunque sia, qui tra un sedile e un volante, mi sento a casa mia.. e questo mi basta, ma le scorte di fantasia, le prime luci dell'alba, me le portano via. Questa è la terra,cento mille domande, a volte è dura e a volte, a volte, è davvero bella.. ed è l'unica terra, aspettandone altre e, che ti fermi o vai, sulle spalle ce l'hai. A piccoli passi,chissà dove andrò, chissà se portan lontano, o se, se mi perderò.. Questa è la terra,cento mille domande, a volte è dura e a volte, a volte, è davvero bella ed è l'unica terra, aspettandone altre e, che ti fermi o vai, sulle spalle ce l'hai.

“DIO STANOTTE NON ABITA QUI” (ANDREA SIGONA)

Se la notte passa piano, quando cerchi l’orizzonte e qualcuno ha già bussato, non trovandoti. Se ti trovi senza fiato, dove tutto è già perduto e non cerchi più le forze, rassegnandoti.. Ricordati che dio stanotte non abita qui. C’è una stella su nel cielo che non brilla e che non ne ha voglia, calpestando ogni progetto, condannandoti. Certi sogni non arrivano e certe macchie non svaniscono e il futuro è solo un dubbio, spaventandoti. Ricordati che dio stanotte non abita qui. Quando tutto sembra perso, quando tutto ti va storto e non cerchi di sfidare anche l’attimo.. Quando le domande invecchiano e le risposte non ricrescono e il tuo cielo è solo un vento per miracoli.. Ricordati che dio stanotte non abita qui. Quando il mondo resta fermo e le nuvole ti confondono e la curva del tuo tempo è ad ostacoli.. Quando un anno sembra un secolo, le giornate non si accorciano e non vedi più la fine dei tuoi calcoli.. Ricordati che dio stanotte non abita qui.

“FA TUTTO PARTE DI ME” (YU GUERRA)

Sai che io, credo che, mostrare il lato oscuro di se stessi sia il vero lasciarsi andare a sè, lasciarsi riconoscere e non crear più equivoci, diventare unici, anche se non più invincibili, magari un pò più fragili, ma sicuramente limpidi, ma sicuramente limpidi. Mi sbaglio, ci prendo, a volte son banale altre sorprendo, fa parte di me! Lotto, mi arrendo, a volte sono il peggio e a volte il meglio, che è dentro di me! Fa parte di me, fa parte di me, di me! Sai che io, credo che, mostrare il lato splendido alla gente, non sempre è facile, e spesso ha un limite, un confine fragile tra quello che noi siamo e quello che vorremmo essere, che dovremmo essere, o quello che potremmo essere. Mi sbaglio, ci prendo, a volte son banale altre sorprendo, fa parte di me! Lotto, mi arrendo, a volte sono il peggio e a volte il meglio, che è dentro di me! A volte, vorrei che le parole riuscissero davvero a dire quello che io sento, quando parlo solo per ferire, quando sento cose che mi vengono dal cuore, quando sono giusto, quando sono nell'errore. Mi sbaglio, ci prendo, a volte son banale altre sorprendo, fa parte di me! Lotto, mi arrendo, a volte sono il peggio e a volte il meglio, che è dentro di me! Fa parte di me, fa parte di me, di me!

“DOPO LA PIOGGIA” (THE GANG)

Nella notte che avanza, con la febbre dell’ora, ci divora la fine, c’innamora il silenzio; ma c’è un graffio sul cuore che sembra un indizio è sangue che splende, è il segnale d’inizio, è la sponda che frana, è il ponte di nebbia, è la piena dell’odio, è l’inferno che scoppia. Quando intorno è malaria, quando intorno è mattanza, quando il tempio è violato, è carnale violenza. Quando il giorno arriverà, sarà sale sulla neve, sarà goccia sulla roccia, sarà dopo la pioggia, dopo la pioggia, sarà.. c’è una serpe che striscia di Maria fra le cosce, c’è un Cristo assassino che dal sangue rinasce; c’è che stiamo sbandando, nella notte che avanza, c’è che stiamo chiamando e nessuno ci ascolta. Quando il giorno arriverà, sarà sale sulla neve, sarà goccia sulla roccia, sarà dopo la pioggia, dopo la pioggia sarà.

“DANCE OF DEATH” (IRON MAIDEN)

Let me tell you a story to chill the bones about a thing that I saw. One night, wandering in the everglades, I had one drink but no more, I was rambling, enjoying the bright moonlight, gazing up at the stars, not aware of a presence so near to me, watching my every move. Feeling scared and I fell to my knees, as something rushed me from the trees, took me to an unholy place and that is where I fell from grace. Then they summoned me over to join in with them to the dance of the dead. Into the circle of fire I followed them, into the middle I was led. As if time had stopped still I was numb with fear, but still I wanted to go; and the blaze of the fire did no hurt upon me, as I walked on to the coals. And I felt I was in a trance, and my spirit was lifted from me; and if only someone had the chance to witness what happened to me. And I danced and I pranced and I sang with them; all had death in their eyes. Lifeless figures they were undead all of them, they had ascended from hell. As I danced with the dead, my free spirit was laughing and howling down at me; below my undead body just danced the circle of dead. Until the time came to reunite us both, my spirit came back down to me. I didn't know if I was alive or dead, as the others all joined in with me. By luck then, a skirmish started and took the attention away from me; when they took their gaze from me, was the moment that I fled. I ran like hell faster than the wind, but behind I did not glance, one thing that I did not dare, was to look just straight ahead. When you know that your time has come around, you know you'll be prepared for it; say your last goodbyes to everyone, drink and say a prayer for it. When you're lying in your sleep, when you're lying in your bed and you wake from your dreams to go dancing with the dead. To this day, I guess I'll never know just why they let me go but I'll never go dancing no more 'til I dance with the dead.

“SONO QUI PER L'AMORE” (LUCIANO LIGABUE)

Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa, per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà, per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina, per il giro del sangue e per quello del vino. Sono qui per l’amore, per difendere quello che so, per le rampe di lancio, e lo sporco che riga gli oblò, che nel lancio ci siamo, e la torre controllo lontana, con il brico sul fuoco e la fiamma puttana. Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà. Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà. Questo andarsi bene qua.. Sono qui per l’amore, e per tutto il rumore che vuoi e i brandelli di cielo che dipendono solo da noi, per quel po’ di sollievo che ti strappano dall’ombelico, per gli occhiali buttati, per l’orgoglio spedito, con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù.. ed un nome e cognome che comunque resiste di più. Sono qui per l’amore, per riempire col secchio il tuo mare, con la barca di carta, che non vuole affondare. Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà. Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà. Questo andarsi bene qua.. Sono qui per l’amore, per le facce curiose che fa, per le giostre sfinite che son sempre più fuori città, stabiliamo per sempre le corsie che ci mandano avanti, e prendiamo le multe tutti belli e cantanti.

“FRAMMENTI” (MUDDY FLY)

Questo è un viaggio al limite, sa di sabbia e polvere, in un tempo immemore, come sabbia esanime. Affogando in favole, vomitando regole, asciugando lacrime e ostinarsi a ridere. Niente resta per sempre immobile come vorrei, solo che adesso penso più spesso al tempo che fugge ormai, non mi porta indietro ciò che ho già speso e non torna più.

“TI CREDEVO” (RATS)

Dicevi di esserti salvato dal fuoco dell'inferno chimico e non avevi chiesto aiuto, pensando: "questo mondo è così cinico". La luce bianca si era spenta, ma la memoria quella no! Accidenti a me che ti credevo, quando dicevi è tutto ok, accidenti a me che ti credevo e, invece adesso, dove sei?! Sentivi ancora quel tremore che ti arrivava dal passato, ma poi però dicevi fiero: "adesso il debito è pagato!". Tu che non eri mai pentito, neanche di avermi tradito! Accidenti a me che ti credevo, quando dicevi è tutto ok, accidenti a me che ti credevo e, invece adesso, dove sei?! Soltanto ora so capire quegli occhi persi dentro al niente e quel sentirti così solo, in mezzo a tutta quella gente. E adesso che non puoi sentire, è più la rabbia, che il dolore. Accidenti a me che ti credevo, quando dicevi è tutto ok, accidenti a me che ti credevo e guarda adesso dove sei.. Cosa voleva ancora il mondo che non gli avevi dato già?!?! Voleva teeeeeeeeeeeeeee..

“L.” (GIOVANNI BOGANI)

Hai scritto parole azzurre nella mia anima, rabbia, voglia di gridare, illusioni, bruciate da fantasmi lontani, di ricordi che salgono in gola, oggi più forti di sempre. Non so cosa credevo di avere da donarti, forse solo sabbia da soffiarci sopra, che lascia polvere bianca che fa bruciare gli occhi e scendere lacrime che durano un minuto. Notti lunghe sul tuo cuscino di spine che bucano la sera, non dormire, non svegliarti, domani non esiste. E, invece, un altro giorno, alzarsi e camminare, per me, per te, convinta che siano fatti tuoi, come il sangue e il sudore che lasci tra le note che, inutilmente bevo, di sorsi avidi e nascosti. Mattina fredda, davanti alla tua porta chiusa, e la mia busta in mano e voglia di gridare, gridarti, "fammi entrare", anche per un momento, una carezza e, poi, ti giuro, sparisco. Ti ho vista vivere con gesti disperati e rabbia di vittoria. Forse ti perderò, magari non ti ho mai avuta, sperare nel giorno, insieme alla domanda: "che cosa ti ha mandato a rischiarare il grigio di chi stringe le tue ali di angelo, macchiate dalla gente?" Guarda, non sono capace di bere, non ho il coraggio di drogarmi, nè di dimenticarti, dammi la forza per quando verrai a dirmi che le mie mani dovranno imparare a tremare da sole. Per tutto il tempo che ti ho preso, che non ti renderà nessuno, per non aver capito il tuo teorema. Ma, ora, vedo tutti gli angoli di strada dietro a cui speravo di trovarti. Davvero erano nostri le ore, i giorni, i silenzi, strappati, forse, ad artigli furiosi? E, sulla chitarra, le corde dei miei sogni impiccati, che tagliano le dita, sanno solo piangere musica di un'anima infelice, lacrime sparate in cielo a un destino impazzito. Parole senza senso, foglie nel viale. Stamani, mercato di frutta e di vestiti; davvero vorrei soffocarmi di arance e di stoffa per non sentire ancora che ti sto perdendo.. è tardi, corri a scuola, pulito di angoscia, ognuno seduto a raccontare di ieri: cinema, ballare, pizzeria, risate, occhiali, penne, professori, file di banchi, di ore da passare, il tempo va avanti, paura di finire. Sassi contro una fontana triste, contro la tua finestra di tende bianche e di pensieri amari. E quei due cani magri, sulla strada, lei mite e triste, dietro al suo compagno, muso fiero, tagliato dalla vita, si stringono per freddo, nessuno sa che è per amore. E QUANTE VOLTE, AMORE, TI CERCHERO', NEI MIEI VIALI LUNGHI DI PAZZIA.

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YUGUERRA "Dimenticato"

GIOVANNI BOGANI "L."

RIO "Questa è la terra"

THE GANG "Socialdemocrazia"

LIGABUE "Urlando contro il cielo"

IRON MAIDEN "Dance of death"

RATS "Fuoritempo"







Se il tempo non si può fermare
Io sono come un foglio bianco
Mi basta capire che
Tu non trovi le parole.



"Tu sei acqua e io vivo nel tuo mare, io che scivolo dentro di te sono parte del tuo mare che adesso ribolle, siamo acqua, non vedi, amore mio, siamo acqua, finalmente siamo qualcosa che va, scivola e si trasforma, siamo acqua, senza paura di morire, di annullarci, siamo acqua, io sono te e tu sei me, siamo tutti gli amanti del mondo, siamo il ciclo continuo del nascere e non ci spaventa, non è la morte a farmi paura, se non ho più forma nè nome. Non è più la morte a farmi paura se vivo là dove il mondo ha fatto posto per me , io sono acqua e non ho forma, non ho direzione, scivolo, mi poso, poi tornerò aria, tornerò niente, ma c'è un orologio che batte il suo tempo, che taglia il presente in fotogrammi, che trasforma quest'acqua in pietra, l'orologio che divide come sei oggi e come sarai domani. E io temo che questo amore divenga qualcosa da guardare con un sorriso, temo che questo amore liquido e senza confini divenga un amore a ore, un ricordo, un errore, un amore eterno che è svanito nel nulla, forse qualcuno lo ricorda, qualcuno ricorderà come eravamo, ma no, in quest'auto ci siamo solo tu ed io, e non sono neanche sicuro che ci sia un "tu" e un "io", c'è qualcosa, che forse non ha neppure un nome, anche se da sempre l'uomo si sforza di catturarlo, con le parole, per poterlo almeno ricordare."

GIOVANNI BOGANI "AMORE A ORE"



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lunedì, 21 dicembre 2009, 23:27
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti (4)?

Amore_e_psiche_2Nel determinante ristagno 
di virtuosismi svaligiati
in rubriche note
alla cornice condivisa,
un improvvisato ruminare
di scintille inciampa 
sull'afrodisiaca farcitura di faville.
Una ruga scuoia l'eccedenza di promozione,
stima lubrificata in palleggi 
fra giocatori antidemocratici. 
Un nuovo strappo 
sull'erotico letto a baldacchino,
accavalla trepidazioni e infiltrazioni.
La concentrazione di attenzione
attanaglia le steppe di frustrazioni.
Cola la saliva intersoggettiva,
all'ombra del lucernario,
compendio di ritratti a tutto tondo
con pennellate di ipnosi,
catartica genesi dell'abreazione.
Il collare che arrugginisce 
su una schiena di latta,
esplosione di serbatoi di conversione,
solleva l'odore di bruciato.
Il sintomo di interruzione della storia,
escalation di anestesia,
in due dita di vocazione,
in un bicchiere,
appeso a testa in giù,
proclama la vittoria del viscerale
abbandono alla simbiosi.


« io sono come un foglio bianco »






venerdì, 18 dicembre 2009, 23:59
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

girasoleLa freccia sconsacrata dell'abitudine coordina 
il moto sempre uguale a se stesso,
quel buco di paradossi lievitati 
in desideri dislocati in cellule 
sfatte di scariche elettromagnetiche.
Stordita da un uncino di fallimenti,
da una spina di germogli distrutti 
da aforismi con il prezzo del disprezzo,
divorata dai vermi del tempo determinato,
sotterrati in cumuli di sangue rarefatto,
istituzionalizzati in accademie precostituite,
svengo, stuprata da questo profumo di girasoli,
sezione aurea in equilibrio permanente.
L'offerta di omaggi collabora con una vita in ritardo,
una destituzione del Novum,
in un respiro che decreta l'apparente disaffezione.
In un magma di monomanie concettuali,
enumerare astrazioni,
sature di non-contemporaneità,
equivale ad assediare cicatrici estese
in tutto questo corpo saturo di satira.
Sono figlia di una lezione mnemonica,
rievocata in una crittografia
che spazia in ogni singolo punto del tao.
Addossata ad un nome color arancione,
in un letto di aculei artificiali,
esportati dalla terra della gioventù drammatizzata,
allergici alla concordanza di luci e ombre
di candele
che gettano l'ancora 
su questa catena dolce di parole,
da mettere sotto i denti,
mi abbandono all'Eliotropismo,
eroe su questa ripida scala di errori.


« io sono come un foglio bianco »






mercoledì, 02 dicembre 2009, 17:46
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti (4)?

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Nessun incensurabile rotocalco può incidere
l’ululato dei Corpi in Catene.
Il tal periodico effettua collocazioni,
nel registro dei senza volto,
scimiottando l’ordine di un quadro valoriale
naturalizzato dal direttore,
ma apre un balcone nel Vuoto.
La corrispondenza immaginaria,
il frutto di una morbosa aderenza all’Alterità,
nella segregazione di storie anonime,
s’incarnò nell’indole del Viaggiatore dei non-luoghi.
I Viandanti degli anfratti verticali della pena
con la condanna a tracolla,
le ossa appese alla fune delle privazioni,
sono sequestrati dall’occhio del cancello blindato.
Si spengono i riflettori
sugli uomini che possono solo voltarsi indietro.
La tavola è imbadita
e il colloquio con la morte autorizzato.
La sfilata di speranze,
nella surmodernità,
è stata dislocata in rovine di piombo.
Una temporalità che sta su un piede solo,
attende l’antidoto.
In quell’ora,
di sangue si macchia
il corridoio della sorveglianza
e la rivendicazione è parcheggiata
appena fuori Realtà.


« io sono come un foglio bianco »






martedì, 10 novembre 2009, 14:12
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

el_odio_by_athenea188Nella Toilette concimata di sangue,
infiammata d’epatite cronica,
fluido depredato dei composti organici,
in un angusto ristagno di misconoscenza,
la segretezza si fa saetta,
uno scroscio di sdegni sulla pallida vetrata.
Mietitura del midollo,
un filtro di sintetiche locuzioni,
sull’orlo dell’aberrazione,
si fa diagramma deteriorato dell’Eresia.
L’imperativo è invecchiare,
incorporando la giovinezza altrui.
Un trapasso di pagina,
bava su un diversivo,
elemosina divaricata,
il cui verbo è l’annientamento della Speranza.
Un compendio di materia,
un ago nel vertice,
ripetizione eterna
di un sottinteso.



« io sono come un foglio bianco »






, 00:34
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti (1)?

Origami5Da questo promontorio,
uno squarcio di fosforo bianco
nell’Anomalo Panorama Improvvisato
in un bassorilievo di creta,
la vertigine bacia una metamorfosi surrealista.
Gli elettroni,eccitati,
inciampano nella loro fluorescenza
e,in un pavimento a quadretti,
uno schizzo malconcio,
ritagliato in una scacchiera patogena,
noi abbozziamo un Amore di Carta.
Io e Te,
scivoliamo nella panna,
ridiamo della promiscuità,
pasticciamo l’affluente della logica
e stampiamo dolci sillabe
su cartoline in filigrana.
Il fior di latte,
penetra nella griglia della Razionalità;
il freno inibitore,
nell’onirico istinto di vita,
spegne il proprio motore,
e,sussurrando origami di Estasi,
somministra Amore
ad una Vita in declino.


« io sono come un foglio bianco »






martedì, 27 ottobre 2009, 19:02
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

vuote_forme_blu_by_TheWhiteNightIl sole insorge,
nella bizzarra ponderazione
dell’estremo estremismo.
Narcotizzato da strisce stupefacenti
di spasmodica Allegria,
avvolto in uno strofinaccio
di tensioni faziose,
tal evidenziatore trasgredisce
al tetro dominio del negazionismo.
In quest’opuscolo del Rischio,
un aliante sobilla illusioni depresse e deprivate;
nel luogo della rivolta,
uno pseudonimo schernisce
la tanto declamata coincidenza della giustapposizione.
Un lento valzer di strategia,
di tecniche di prevenzione del suicidio,
traccia una riga di nevrosi claustrofobiche,
orrore di spettri,
sforbiciata di vendette lievitate
in inutili recitazioni,
tintura di odio,
dinamite derisa dal dubbio,
repressa nel moral genocidio
di coltellate,
che precipitano nel cobalto
di questo inferno blu.


« io sono come un foglio bianco »






mercoledì, 14 ottobre 2009, 17:50
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti (3)?

cuore
Io e te,
due equivoci traballanti,
imballati in un duplice riflesso
dello stesso ectoplasma
e impiccati allo stendino dell’ordinarietà.
Io e te,
uno starnuto sulla mondanità,
seduto in un ordigno brulicante
di pulsioni, registrate da polsi
in ripresa.
Io e te,
un’anafora di ipocondria,
imbalsamata in una segregazione
di paura totalizzante.
Io e te,
un cemento armato
di capricci,
invidia borghese, malata di alterità.
Io e te,
circoncisione di voglie,
un limbo di laconici lamenti,
levigati nel limitrofo lapidare di luce.
Io e te,
un fulmineo stringere le nostre cinture,
un accoppiamento di sensi,
osservato a distanza.
Io e te,
una nota stonata,
interminabile, nel suo errore,
illimitata dalla nostra uguaglianza,
radice del fraintendimento.
Io e te,
un rituale del soffocamento,
una nenia poco terapeutica,
il mistero che ogni notte mi racconti,
prima di sovrapporre il tuo cuore
in accelerazione ,
a questo sputo d’Amore
e soverchiare la porta dell’eternità.


« io sono come un foglio bianco »






martedì, 13 ottobre 2009, 21:26
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

hypnosis

Tale ormeggio,
disorientato ago di una bussola arruffata,
è l’architrave della perseveranza.
Buffo punto cardinale indecifrato,
casualità dentro il caso,
scisma di navigazioni,
affondate nel disordine dei giorni,
rincasa in uno stato di trance transgenico.
Autocontrollo di pensieri,
deglutire isteria,
attivista della finzione,
in una fucina che scivola nel crisma dell’inconsapevolezza.
Estrazioni di concetti,
miniere di ipnosi,
di un carcerato in libera uscita dalla vita,
in una dissociazione psichica
che deglutisce l’omissione,
in deroga.



« io sono come un foglio bianco »






martedì, 06 ottobre 2009, 12:33
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

fire

In questa afflizione di Spirito,

nel tetro impallidirsi di questo volto,

il sangue reitera la demarcazione

del terreno di annessione.

Su questo cratere demagogico,

infestato di degradazione e umiliazione,

trionfi l’oblio!

Ogni lacrima trattenuta nel confine

delle occhiaie,

oggettiva il Bene e il Male,  

universale logica spersonalizzata.

Annodata allo stesso cerchio di Fuoco,

bombardata di anomalie

e distopie di pensiero,

questa identità è mortificata.

E' rasa al suolo anche l'ultima fine,

martire della tua incoerenza coerente,

un esproprio di una vita,

univoca esistenza,

che tu metti in saldo,

perchè logora. 

Tu, emblema del peccato,

rappresentante inconsapevole

dei connotati fascisti,

annunci la vendita della tua anima,

al miglior offerente.

Viola lascia vivere la Morte,

domani non esiste!



« io sono come un foglio bianco »






sabato, 26 settembre 2009, 01:20
NicoleRIO ~ ~ postlink ~ commenti ?

GothicIeri, queste affinità elettive erano stucco,

in questa mansarda negligente,

straripante di spazi galleggianti

in lacrime deformi.

L’equivalenza aveva un risultato affermativo,

il dietro le quinte annuiva,

nel melato connubio,

con il palcoscenico.

L’esalazione di tenerezza,

epicurea gelatina color ciliegia,

affondava su questa similitudine.

I nostri visi si intagliavano vicendevolmente,

in un congenito legame fraterno.

Gli specchi sillabavano i nostri nomi;

un sorbetto di carezze graffiava l’inquietudine

ma il quadro che si delineava già stava brindando

al busto sospeso in quella piazza,

uscita di scena, per opera di un emissario

dalla scrittura cuneiforme.

Ed il tempo è cumulativo

e i fratelli siamesi, divisi dall’oblò del ritmo,

divennero prigionieri di una favola,

estorta alla fantasia

e non più attuale,

una retorica nostalgia che seduce,

ma non sfama.



« io sono come un foglio bianco »